Fabio Catapane Landscape Photography

ABOUT ME

Photography has been part of my life since the beginning thanks to my father, but the love for mountains and hiking turned it into a real passion. Nature, and its various manifestations, pushed me to take away at least a piece of the emotions experienced every time, at least an image of the amazing scenarios admired. The path I followed during those years led me to a more intimate and personal vision of landscape photography, more oriented to be witness of feelings than mere representation of reality.

 

“Some photographers take reality… and impose the domination of their own thought and spirit. Others come before reality more tenderly and a photograph to them is an instrument of love and revelation.” – Ansel Adams

 

“Recording unfelt facts, acquired by rule, results in sterile inventory. To see the Thing Itself is essential.” – Edward Weston

La fotografia è stata parte della mia vita sin dall’inizio grazie a mio padre, ma l’amore per la montagna e le escursioni l’hanno trasformata in una vera e propria passione. E’ stata la Natura, nelle sue molteplici manifestazioni, ad avermi spinto a voler portare via ogni volta almeno un frammento delle emozioni provate, almeno un’immagine dei tanti spettacoli ammirati. Il percorso intrapreso in questi anni mi ha portato a maturare una visione sempre più intima e personale della fotografia di paesaggio, più testimone delle sensazioni che non mera rappresentazione della realtà.

 

“Alcuni fotografi riprendono la realtà… ed impongono il dominio del proprio pensiero e del proprio spirito. Altri vanno al di là della realtà in maniera più delicata ed una fotografia per loro è uno strumento di amore e rivelazione.” – Ansel Adams

 

“La registrazione di eventi non sentiti, acquisiti secondo regola, è il risultato di uno sterile inventario. Vedere la cosa in sé è essenziale.” – Edward Weston

Philosophy

Mastering the technique means to be free to forget about it. Separating from it is a way to ensure that the shots are revealed unfiltered, conveyed by the sensations and emotions of the moment. What define the boundary between the interpretation of  a place and the artistic expression? Where does the ego ends and a healthy identification with the environment begins? I believe it is essential not to be guided by pre-established concepts or dogmas. Immersing yourself in the nature should be a catharsis, a liberation from the contaminations of everyday life. It should represents an opportunity to find our inner images and make them emerge, recognizing them on the outside. In order to establish the intimate and deep contact with places, necessary to let the subconscious express, it is essential to know the area. How it changes according to the seasons, the movement of the sun, the climate. Thus knowledge is an essential tool to get in touch with the non-material reality, to communicate, to rediscover, to be reborn. Relate to “the content of the content of the content” and grasp what is latent. This  is the only way to finally release the personal artistic and emotional baggage.

Filosofia

Conoscere la tecnica è potersene dimenticare. Separarsi da essa per far si che gli scatti si rivelino senza filtri, veicolati dalle sensazioni e dalle emozioni del momento. Ma qual è il confine tra interpretazione dei luoghi ed espressione artistica? Dove finisce l’imposizione del proprio ego ed inizia una sana identificazione con l’ambiente circostante? Credo sia fondamentale non lasciarsi guidare da concetti o dogmi prestabiliti. Immergersi nella natura dovrebbe essere una catarsi, una liberazione dalle contaminazioni della quotidianità, un’occasione per trovare le proprie immagini interne e farle emergere, riscoprendole al di fuori di se stessi.  Per poter stabilire il contatto intimo e profondo con i luoghi, necessario a lasciare esprimere liberamente l’inconscio, è fondamentale conoscere il territorio e come esso muta in base alle stagioni, al movimento del sole, al clima. La conoscenza è quindi un imprescindibile strumento per entrare in contatto con la propria realtà non materiale, per comunicare, per riscoprire, per rinascere.  Prendere rapporto con “il contenuto del contenuto del contenuto” e afferrare ciò che è latente. Solo così si potrà finalmente liberare il proprio bagaglio artistico ed emotivo.

Intermezzo BIO

Ethics

When we move through a place that we feel and that we want to be a natural extension of ourselves, I believe that respect is fundamental. If there is respect for ourselves, there must also be respect for what is external to us. Not causing permanent damage to the landscape we want to represent is essential. Leaving minimal, if any, trace of our passage is the first step towards creating authentic images. Practicing hiking and photography in a sustainable and low-impact way is the basis of the principles of the Nature First and Leave No Trace movements that I am proud memeber of.

 

In addition to the environment, respect is also due to the viewers. The power of landscape photography lies in the fact that the audience believe that it represents Mother Nature’s creations. Thus it is priority not to intentionally deceive who is in front of our shots, avoiding damages in post-production as well. What is acceptable or not, in terms of lightroom interventions, is something extremely subjective. Personally I limit the interpretation of reality to on-camera techniques and I do not allow alterations during the final processing of the shot.

Etica

Quando ci si muove in un luogo che sentiamo e vogliamo sia naturale estensione dell’io, credo sia fondamentale il rispetto. Se c’è rispetto per se stessi, deve essercene anche per quanto è a noi esterno. Non causare danni permanenti al paesaggio che si vuole rappresentare è fondamentale. Lasciare minima, se non alcuna, traccia del proprio passaggio è il primo passo verso la creazione di immagini autentiche. Praticare escursionismo e fotografia in maniera sostenibile e a basso impatto è alla base dei principi dei movimenti Nature First e Leave No Trace a cui mi attengo.

 

Oltre che all’ambiente, rispetto è dovuto anche allo spettatore. Il potere della fotografia di paesaggio risiede nel fatto che chi osserva le immagini crede che queste siano sempre opera di Madre Natura. E’ quindi prioritario non ingannare intenzionalmente evitando danni anche in fase di post-produzione. La definizione del confine tra modifiche lecite o meno è qualcosa di estremamente soggettivo. Personalmente limito l’interpretazione della realtà alle tecniche on-camera e non ammetto manomissioni durante l’elaborazione finale dello scatto.

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