Fabio Catapane Landscape Photography

Let yourself go… Lasciarsi andare…

“The beauty of the images and the peace of the silent representation dragged me into the great sea of feeling without understanding and explaining”Massimo Fagioli (The butterfly’s dream, brochure, Official selection Cannes, 1994)

 

I find this premise fundamental to understand a certain approach to photography, especially the naturalistic one, which is not only documentation or representation of epic scenarios.

“La bellezza delle immagini e la pace della rappresentazione silenziosa mi hanno trascinato nel mare grande del sentire senza comprendere e spiegare”Massimo Fagioli

(The butterfly’s dream, brochure, Official selection Cannes, 1994)

 

Trovo questa premessa fondamentale per comprendere un determinato approccio alla fotografia, soprattutto quella naturalistica, che non sia solamente documentazione o rappresentazione di scenari epici.

Communicating through images, painted on a canvas or impressed by light on a sensor, is a non-verbal process; its main challenge lies in not being able to rely on articulated language. Indeed it is a silent representation where to feel needs no explanation.

The deeper the thought, the more complex the message, the greater will be the difficulty in representing it, one might think. This is certainly the case, especially in outdoor photography, where you are exposed to the mutable atmospheric events, often in uncomfortable conditions, after huge physical efforts and without the possibility of having control over subjects and elements. However, an important factor must be considered, whether you work indoors or outdoor: the ability to let yourself go, to get rid of rationality in favor of irrational internal dimensions, in favor of fantasy. This is the typical peculiarity of the artist who “is able to bring images out during the waking, that are not the perception, photography and conscious memory of what is seen or heard” (Massimo Fagioli, Lezioni 2008, L’Asino d’oro edizioni , Rome 2013).

How to succeed in doing this is clearly an intimate and personal process that requires time and dedication; it can be faced only after a proper study of the techniques of representation, deep enough to make their application automatic. Only when you can forget about the technique, without the fear of making mistakes, you can let yourself go.

In photographing nature, this means to me abandoning ourselves to the flow of sensations and emotions that the environment arouses in us. Being able to separate ourselves from what daily oppresses, stresses and anguishes us is fundamental to open a channel to our unconscious and ensure that the images can emerge from it and find their external representation.

Quello per immagini, dipinte su una tela o impresse dalla luce su di un sensore, è un processo di comunicazione non verbale del pensiero, la cui principale sfida risiede nel non poter fare affidamento sul linguaggio articolato. È appunto una rappresentazione silenziosa dove, per sentire, non c’è bisogno di spiegazione.

Più il pensiero è profondo, più il messaggio è complesso, maggiore sarà la difficoltà nel rappresentarlo, si potrebbe pensare. Certamente è così, soprattutto nel fotografare all’aria aperta, esposti ai mutamenti degli eventi atmosferici, in condizioni spesso disagevoli, dopo importanti sforzi fisici e senza la possibilità di avere il controllo su soggetti ed elementi. Va però considerato un fattore importantissimo, sia che si operi al chiuso che all’addiaccio: la capacità di lasciarsi andare, di liberarsi della razionalità in favore di dimensioni interne irrazionali, in favore della fantasia. Questa è la peculiarità tipica dell’artista che “riesce a far emergere durante la veglia, immagini che non sono la percezione, la fotografia e la memoria cosciente di ciò che è visto o sentito” (Massimo Fagioli, Lezioni 2008, L’Asino d’oro edizioni, Roma 2013).

Come riuscire a fare ciò è chiaramente un processo intimo e personale che richiede tempo ed applicazione e che può essere affrontato solamente a valle di uno studio delle tecniche di rappresentazione, tale da rendere automatica la loro applicazione. Solo quando ci si può dimenticare della tecnica, senza il timore di sbagliare, ci si può allora lasciare andare.

Nel fotografare la natura lasciarsi andare significa, per me, abbandonarsi al flusso di sensazioni ed emozioni che suscita in noi l’ambiente circostante. Riuscire a separarsi da quanto quotidianamente ci opprime, ci stressa, ci angoscia è fondamentale per aprire un canale di contatto col nostro inconscio e far si che da esso scaturiscano le immagini in grado di ritrovare, esternamente, la loro rappresentazione.

How good these representations can be will depend not only on individual talent and technical skills, but especially on one’s cultural and emotional experience. The choice of the subject and the shooting method, the composition, the focus on geometries, on a texture or on the colors, everything will be influenced by the author’s experiences. In the shot there will be all the works of art studied, the music listened, the movies seen, the photographs admired and everything experienced inside the world of art and creative activities.

Not only: the inter-human relationship will influence the most; here is where the true creativity of the human being resides. Beyond the creative relationship with things, the one with the human being is necessary, where the neighbor represents an enrichment, in a process that leads us to be different without the meaning of destruction but rather in relation with the concepts of transformation, of evolution, of becoming.

You can therefore make art, create something that deviates from reality, from the norm, without falling into the commonplace that wants the genius accompanied by the recklessness, the creativity by the destructiveness. It is rather a question of doing that originates from sharing.

If you want to tell about a territory it is therefore essential to be able to get in touch not only with its places, but also with its people and communities, just as it is essential to be able to have creative relationships with the neighbor in order to build a healthy and strong identity. Letting go with other human beings is the first step to be able to do the same with the inanimate world.

La bontà di queste rappresentazioni dipenderà non solamente dal talento individuale e dalle capacità tecniche, ma anche e soprattutto dal proprio bagaglio culturale ed emotivo. La scelta del soggetto e della modalità di ripresa, la composizione, il focalizzarsi sulle geometrie, su una texture o sui colori, tutto sarà influenzato dalle esperienze dell’autore. Nello scatto confluiranno tutte le opere d’arte studiate, la musica ascoltata, i film visti, le fotografie ammirate e tutto quanto ascrivibile al mondo dell’arte e delle attività creative di cui si è avuta esperienza.

Non solo: ad influire più di tutto sarà il rapporto interumano, ovvero laddove risiede la vera creatività di ogni individuo. Oltre al rapporto creativo con le cose è necessario quello con l’essere umano, laddove il diverso rappresenta un arricchimento, in un processo che ci porta ad essere differenti da prima senza l’accezione di distruzione quanto, piuttosto, in relazione con i concetti di trasformazione, di evoluzione, di divenire.

Si può quindi fare arte, ovvero realizzare qualcosa che si discosti dalla realtà, dalla norma, senza però scadere nel luogo comune che vuole il genio accompagnato dalla sregolatezza, la creatività dalla distruttività. Si tratta piuttosto di un fare che origina dalla condivisione.

Se si vuole raccontare un territorio è quindi fondamentale essere in grado di entrare in contatto non solo con i suoi luoghi, ma anche con le persone e le comunità che lo compongono, così come è fondamentale essere capaci di avere rapporti creativi col diverso per poter costruire un’identità sana e forte. Lasciarsi andare con gli altri esseri umani è il primo passo per poter fare altrettanto con l’inanimato.

At this point it is clear that the creative process is actually a way of being and living, an attitude, a path designed to give value and meaning to our time, an investment in ourselves and others. Approaching nature photography with a personal, intimate or rather artistic approach means “not to produce any artifacts but to elevate the living experience of the artist (Guy Tal, “Perspectives”, Blog, January 26, 2022).

 

“Only the artist is able to be free to speak without words, thanks to the images that others do not understand.” (Massimo Fagioli, Left 2008, L’Asino d’oro editions, Rome 2011)

A questo punto si evince come il processo creativo sia in realtà un modo di essere e di vivere, un’attitudine, un percorso atto a dare valore e significato al nostro tempo, un investimento su noi stessi e sugli altri. Accostarsi quindi alla fotografia naturalistica con un approccio personale ed intimo, ovvero artistico, vuol dire non tanto creare opere d’arte, quanto piuttosto “elevare l’esperienza di vita dell’artista(Guy Tal, “Perspectives“, Blog, January 26, 2022).

 

“Solo l’artista riesce, con le immagini che gli altri non capiscono, ad essere libero di parlare senza la parola” (Massimo Fagioli, Left 2008, L’Asino d’oro edizioni, Roma 2011)

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